Piano Casa: “Prime risposte ma serve il modello cooperativo”
Maggioni: «Canoni entro i 110 euro/mq per rispondere alla domanda reale del mercato».
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Piano Casa, un provvedimento atteso che punta a mobilitare 10 miliardi di euro in dieci anni per la realizzazione e riqualificazione di circa 100.000 alloggi. La misura, illustrata dalla premier Giorgia Meloni insieme ai ministri Salvini e Foti, mira a rispondere all’emergenza abitativa che colpisce non solo le fasce indigenti, ma anche la cosiddetta “fascia grigia”: cittadini con redditi troppo alti per le case popolari, ma troppo bassi per il libero mercato.
Il commento di Alessandro Maggioni (presidente Confcooperative Habitat)
Il presidente nazionale di Confcooperative Habitat, Alessandro Maggioni, ha accolto con prudente ottimismo le prime linee guida del piano, sottolineando però la necessità di parametri chiari sull’accessibilità reale.
“In attesa di leggere il testo definitivo, il Piano Casa sembrerebbe offrire delle prime risposte alla domanda debole del mercato”, ha dichiarato Maggioni. “Ricordiamo che nelle principali città italiane le case si possono definire ‘abbordabili’ solo quando i canoni annui di locazione restano entro i 110 euro al metro quadro. Confcooperative auspica che la cooperazione di abitazione possa dare il proprio contributo mettendo a disposizione la propria esperienza e il proprio modello mutualistico al servizio delle famiglie e delle categorie più fragili”.
“Bene accise e tassi BCE, ma attenzione agli spazi speculativi”
Sulle misure economiche di contorno al piano, è intervenuto anche il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, toccando i temi del costo dell’energia e del credito. “La proroga del taglio delle accise rappresenta una misura utile a contenere i prezzi alla pompa in un momento di forte pressione su famiglie e imprese”, ha affermato Gardini, avvertendo però sulla necessità di monitorare la filiera per evitare che “spazi speculativi ne erodano l’impatto reale”. Gardini ha inoltre commentato positivamente la decisione della BCE di mantenere i tassi al 2%, pur guardando con preoccupazione a possibili rialzi futuri che potrebbero frenare gli investimenti e la liquidità necessaria al Paese per ripartire.
I tre pilastri del Piano Casa 2026
Il provvedimento approvato dal Governo si fonda su tre direttrici strategiche:
1. Riqualificazione ERP: Un programma straordinario per recuperare circa 60.000 alloggi popolari attualmente non assegnabili per carenze strutturali.
