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Alessandro Maggioni confermato alla presidenza di Confcooperative Habitat

Alessandro Maggioni confermato alla presidenza di Confcooperative Habitat

Riconfermato per il terzo mandato alla guida del settore Abitazione e Cooperative di Comunità

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Il presidente Alessandro Maggioni riconfermato alla guida di Confcooperative Habitat
L’elezione è arrivata nel corso dell’Assemblea nazionale svoltasi martedì 14 giugno a Roma alla presenza di circa 100 delegati dai territori. Al suo fianco i vicepresidenti Marco Galante e Massimiliano Monetti. Nel corso dell'Assemblea è stato eletto anche il nuovo consiglio nazionale con cooperatrici e cooperatori di Abitazione e di Comunità.

Magentino, cinquantenne, dal 2012 è presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori CCL di Milano. Già presidente di Confcooperative Ferderabitazione dal 2004 al 2018, dal giugno 2014 guida la federazione dell'Abitazione, oggi al terzo mandato.  

"Nel 2024 la nostra Federazione compirà 70 anni - ha ricordato nella sua relazione Maggioni - : un traguardo importante. Dobbiamo essere fieri di arrivare a questo traguardo. Festeggeremo questo compleanno guardando ancora una volta in avanti, magari elaborando coraggiose proposte ri-organizzative che, in questo solco storico, guardino con energia e fiducia a progetti innovativi per le nostre città e per i nostri paesi in cui l’abitare sia perno del vivere “bene in comune”. Nella sua relazione ha presentato le proposte per far crescere il settore legato alla Casa, "centrale nella vita delle persone, così come la recente pandemia ha drammaticamente messo in luce". 


Presidio legislativo e politico. Le proposte di Confcooperative Habitat

Nel segno della continuità programmatica, resta centrale l'attività di lobby e il presidio legislativo e politico, sui temi dalla casa. Il presidente Alessandro Maggioni nella sua relazione ha indicato quattro proposte legate ai temi dell'Abitare, della Rigenerazione urbana e di Comunità, e - oggi più che mai - del ruolo della Cooperazione di Abitazione nel contrasto alla rendita e nella lotta alle disuguaglianze.

📍 Riformare il catasto "per impostare serie e non punitive politiche redistributive"
📍 Rivedere il 110% "incentivando la questione energetica e una rimodulazione dell’incentivo (mai più dell’85% )
📍 Ridurre Iva su affitti al 4%, come per altri beni essenziali
📍 No tax area fino a 500 mila euro di patrimonio immobiliare; al di sopra di questo valore tassazione proporzionale

"Siamo convinti che la riforma del catasto sia un passo ineludibile per un Paese civile - spiega Maggioni - . Rimettere ordine ai valori catastali riportandoli a un'aderenza con la realtà è un passo utile", ma occorre stabilire "una zona franca d'imposta, per ogni nucleo famigliare o singola persona, su un valore immobiliare di 500.000 euro nel rispetto del diritto a non vedere tassato il patrimonio abitativo “di prima casa” per tutti. Al di sopra di quella cifra si ridetermini una imposizione fiscale proporzionale ed equa". 
"La questione energetica - sottolinea - dovrà essere l'elemento attorno a cui fa ruotare il riordino dei bonus edilizi incentivando robustamente fotovoltaico e produzione di energia pulita, in affrancamento dalle fonti fossili, anche incentivando la creazione di comunità energetiche cooperative condominiali o di isolato. Si moduli l'incentivo, che non dovrebbe mai essere più dell'85% (perché la compartecipazione economica richiama responsabilità), in relazione alle categorie del catasto riformato". Un altro tema sul quale Confcooperative richiama l'attenzione è la riduzione dell'Iva al 10% sui canoni di locazione, convenzionata o in qualsiasi modo agevolata, "per portarla al 4% come tanti altri beni e servizi essenziali – e la casa lo è più di tutti – o la si rende deducibile per gli inquilini o per la cooperativa che la applica, in modo che non sia più un balzello aggiuntivo per le famiglie».

Come ha ribadito anche il presidente di Confcooperative Gardini: "Viviamo una stagione difficile, d'incertezza e fragilità in cui siamo chiamati a un'azione di responsabilità contro disuguaglianze e fratture sociali. Questo ci impone anche posizioni politiche forti. È il momento della responsabilità. È il momento in cui le cooperative posso essere davvero protagoniste della società che vogliamo costruire, una società in cui non possiamo più accettare che il divario ". 


Il saluto delle Istituzioni
Oltre al saluto del viceministro Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Alessandro Morelli, hanno portato il saluto delle Istituzioni il senatore Franco Mirabelli, l'onorevole Maurizio Lupi e l'onorevole Chiara Braga che hanno raccolto le proposte e portato il proprio pensiero e sostegno. 

“Le cooperative hanno un ruolo propositivo per superare le diseguaglianze - ha sottolineato il senatore Franco Mirabelli, membro della commissione Territorio, ambiente e beni culturali - . La relazione del presidente spiega come rilanciare questo ruolo, attraverso una nuova visione e l’innovazione. Ricordo le drammatiche difficoltà di accesso alla casa, soprattutto nelle grandi città. Dobbiamo garantire L’accesso alla casa, senza dimenticare la qualità dell’abitare, perché i nostri modi di vivere sono stati trasformati, per questo stiamo intanto lavorando sulle legge per la rigenerazione urbana”. 

“Come i 2 anni passati hanno rimesso al centro la discussione su come ricostruire il nostro paese, a partire dai danni causati alla scuola e poi la qualità abitativa. Abbiamo capito come il vivere bene sia legato alla dignità della persona. La casa può diventare sempre di più un luogo di svolgimento della vita sociale. La cooperazione nell’abitazione parte da una ragione ideale, la risposta a un bisogno mettendosi insieme, ma oggi non possiamo più permetterci di sprecare risorse o di dare assistenzialismo, serve mettere al centro il benessere delle persone”. Così l'onorevole Maurizio Lupi, membro della commissione Affari esteri e Comunitari.

“Dobbiamo farci carico di qualcosa che va oltre il benessere e l’interesse personale, la cooperazione deve creare un valore aggiunto redistribuibile. La casa non deve essere più una necessità cristallizzata, oggi i giovani in Italia subiscono una crisi abitativa grave - ha ribadito l'onorevole Chiara Braga, membro della commissione ambiente, territorio e lavori pubblici - . Oggi la cooperazione é protagonista della rigenerazione urbana, un processo che può dare continuità ad una storia, a patto di creare soluzioni abitative di qualità, con uno sguardo alla lotta contro il cambiamento climatico”. 


Le proposte per la Cooperazione di Abitazione 

Tre sono le direttrici fondamentali individuate dal presidente nella sua relazione:

  1. Costruire in stretto raccordo con Fondo Sviluppo un piano triennale per rifondare dalle base imprese cooperative vive in alcuni territori strategici oggi un po' depresse dal punto di vista della cooperazione di Abitazione: Roma, Bologna, Torino e Puglia.
  2. Mettere a sistema un progetto europeo che intercetti risorse strutturali per fare diventare tali esperienze sistema. In tal senso abbiamo storie e - soprattutto - competenze con cui lavorare
  3. Infine cercare di replicare la fantastica esperienza di AAAarchitetticercasi - che tanto ci ha dato non solo in termini di posizionamento ma anche di arricchimento culturale e di innovazione di gruppi dirigenti - in tre città in cui, da questa stagione assembleare, sono emerse possibilità di progetti dirompenti: Torino (con il Comune pronto a cercare un’area), Padova e Como.

"Progetti concreti per rilanciare la cooperazione anche in ottica di Alleanza delle Cooperative, perché l'Alleanza sia concreta e fattiva, non solo nominale", ha precisato Maggioni.

Dialoghi ABC Abitare Bene in Comune

Occasione di slancio culturale e di stimolo, l'Assemblea nazionale di Confcooperative Habitat è stata anche un momento generativo e di ispirazione. Prestigiosi relatori ci hanno accompagnato in un interessante percorso nell'ABC della Cooperazione di Abitazione: 

  •  A come Architettura 
    Il professor Cino Zucchi del DAStU - Politecnico di Milano ci ha accompagnato in un interessante excursus fra progetti, per ripensare lo spazio individuale e quello sociale, il rapporto tra individuo casa e città
  • B come Beni Comuni 
    Con il professor Pier Luigi Sacco dell' Università G. d'Annunzio Chieti-Pescara si è approfondito il senso di una dimensione comune, sul valore relazionale, iscritto nei nostri circuiti biologici e minacciato da dinamiche di mutamento sociale e sul ruolo della cooperazione come strumento per recuperare questa dimensione umana
  • C come Cooperazione di Abitazione 
    La professoressa Jennifer Duyne Barenstein dell' ETH Wohnforum ha presentato, infine, i modelli di cooperazione di Abitazione in Svizzera - 60% del patrimonio immobiliare in locazione - e Sud America, laddove esiste una forte tradizione di aiuto reciproco delle comunità locali.

Firma della Protocollo di Intesa con Cooperazione Salute, la società di mutuo soccorso nazionale 
Nel corso dell'assemblea è stato firmato un protocollo di intesa fra Habitat e Cooperazione Salute per un fondo dedicato alla Salute per garantire una copertura sanitaria per tutti i soci delle cooperative di Abitazione e di Comunità. E' intervenuto Michele Odorizi, presidente di Cooperazione Salute, illustrando le opportunità di copertura sanitaria per cooperatori e soci.  Alberto Anselmo, presidente neoeletto di Habitat Piemonte, ha presentato l'esperienza già attivata ad Asti di copertura sanitaria ai soci che la federazione territoriale si prefigge di estendere a tutte le cooperative regionali, in parallelo anche sul fronte della domotica.


Cooperazione di Comunità ha trovato casa in Habitat

L’Assemblea di Confcooperative Habitat ha istituito il settore delle Cooperative di Comunità.
Con l’assemblea si è compiuto l’ingresso delle cooperative di Comunità nella federazione, frutto dell’intenso percorso di ridefinizione culturale e organizzativa avviato nel 2018 con l’adozione della Carta dell’Habitat.

Il direttore di Confcooperative Habitat Antonio Perruzza ha illustrato nel dettaglio le modifiche statutarie: " Da Federazione monosettoriale Habitat è così diventata plurisettoriale e di conseguenza nello Statuto sono state introdotte le modifiche necessarie per consentire la rappresentanza di entrambi i comparti - ha spiegato Perruzza - . La cooperazione comunitaria viene ad innestarsi nella pianta dell’abitazione e dell’Habitat, come funzione prima connessa all’abitare e al riabitare luoghi unici per identità culturale, bellezza del paesaggio, volontà creativa e d’impresa dei soci. È noto che l’innesto, come la rigenerazione, migliora la qualità complessiva dell’intera pianta e così dell’intera Federazione, che così viene vivificata e ringiovanita, introducendo elementi nuovi e segnali fertili, permettendo in tal modo di recuperare uno stato di dignità, gloria e grandezza - ha continuato - . Come le ha definite il Presidente Gardini, le esperienze realizzate dalle Cooperative di comunità sono “pillole salva vita”, che vivificano l’Habitat, incrementano la rinascita e lo sviluppo dei Paesi e dei Borghi d’Italia e offrono molte opportunità a tanti giovani e donne del territorio".

"Un fatto storico che apre nuovi orizzonti per la cooperazione e per il Parse - commenta Massimiliano Monetti, che in Habitat sarà il coordinatore del Settore - Non sarò solo a guidare questa avventura perché da oggi ci sono tanti nuovi dirigenti, un gruppo prevalentemente costituito da donne e giovani che entrano a pieno titolo nel sistema di Confcoperative per intraprendere un percorso generativo ad alto tasso di innovazione partendo dai “Fondamenta” dell’ABC Abitare Bene in Comune. Oggi si sono innestati semi fertili della cooperazione che verrà".

Benvenuti a casa alle cooperatrici e cooperatori di comunità, uomini e donne - come ha detto il Presidente Alessandro Maggioni - “di frontiera, che ci richiamano con passione e radicalità ai principi della cooperazione delle origini”.

Complimenti e buon lavoro a tutti noi! 


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