leNOTIZIE

Casa inaccessibile: l’Europa vara la risoluzione contro la crisi abitativa.

Casa inaccessibile: l’Europa vara la risoluzione contro la crisi abitativa.

Le misure adottate e il ruolo chiave di Confcooperative Habitat. 

Categorie: Primo PianoImmagini Di RappresentanzaDalla Federazione

Tags:

La crisi abitativa non è più un’emergenza locale ma una delle sfide più acute dell’Unione Europea. Con un voto storico (367 favorevoli, 166 contrari e 84 astensioni), il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione di ampio respiro che traccia una tabella di marcia per garantire alloggi dignitosi, sostenibili e, soprattutto, accessibili a milioni di cittadini.

In questo scenario, il lavoro di rappresentanza e proposta svolto da Confcooperative Habitat, in sinergia con gli uffici di Bruxelles, ha permesso di ottenere risultati politici di rilievo, consolidando la presenza del modello cooperativo nel testo finale del provvedimento.

Un piano d’azione per l’abitare accessibile

La risoluzione, elaborata dalla commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS), punta a rispondere a un dato drammatico: in Europa mancano circa 10 milioni di abitazioni e i prezzi degli affitti sono cresciuti di oltre il 30%.

Tra i pilastri della strategia europea figurano: 

  • Efficientamento energetico. L’invito alla Commissione a destinare fondi specifici per le ristrutturazioni, combattendo la povertà energetica attraverso standard elevati di isolamento e qualità dell’aria.
  • Regolazione degli affitti brevi. La ricerca di un equilibrio tra turismo e residenzialità, dando agli enti locali gli strumenti per proteggere il mercato immobiliare dalla speculazione.
  • Semplificazione burocratica. La richiesta di procedure digitali e un termine massimo di 60 giorni per il rilascio delle autorizzazioni edilizie.
  • Sostegno fiscale. Incentivi per le famiglie a basso/medio reddito e la rimozione degli ostacoli fiscali per l’acquisto della prima casa.

Il contributo di Confcooperative Habitat: il valore del modello cooperativo

Il testo approvato è un importante riconoscimento formale dell’economia cooperativa. Confcooperative Habitat ha seguito l’intero iter del provvedimento, partecipando a incontri istituzionali con gli europarlamentari per garantire che la specificità del modello cooperativo fosse valorizzata come soluzione strutturale e non speculativa.

Grazie a questa azione di advocacy, la risoluzione include punti fondamentali per il settore.

  1. Riconoscimento istituzionale: Le cooperative sono ufficialmente citate come attori chiave per la fornitura di alloggi accessibili e sostenibili nel lungo periodo
  2. Coesione sociale: L’housing cooperativo viene inserito tra i modelli strutturali per rafforzare la tenuta delle comunità urbane.
  3. Accesso ai finanziamenti: Il Parlamento chiede esplicitamente di favorire l’accesso delle cooperative ai fondi UE e agli strumenti di investimento, riconoscendo la loro funzione sociale.
  4. Housing collaborativo: Viene valorizzato il contributo di modelli come il cohousing e le soluzioni abitative comunitarie, essenziali per rispondere ai bisogni di giovani, anziani e persone vulnerabili.

Finalmente anche l’Unione Europea ha raccolto un segnale di allerta che da anni noi indichiamo come problema delle città dell’Europa, riconoscendo il ruolo fondamentale per la cooperazione abitativa in ogni sua forma”, ha commentato con soddisfazione Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat. 

A margine del voto, la presidente della commissione HOUS, Irene Tinagli, ha ulteriormente rafforzato questi concetti in un punto stampa, evidenziando la necessità di guardare oltre l'edilizia popolare tradizionale. Ha sottolineato una forte attenzione verso le fasce più fragili, includendo esplicitamente "quella classe media, con redditi medio-bassi, che non ha i criteri per accedere alle case popolari ma che non riesce più a sostenere i prezzi di mercato". Il focus dell'azione europea, ha assicurato, non è genericamente sulla casa, ma sulla “casa a prezzi accessibili”. In linea con il lavoro promosso da Confcooperative Habitat, Tinagli ha insistito sull'invito a "sostenere nuove progettualità di edilizia sociale anche con modelli innovativi, con il coinvolgimento del settore privato ma non speculativo". 

Una visione che pone il modello cooperativo al centro della sfida per ristabilire equità e coesione sociale in tutto il continente.

Tag:

Altri link

I commenti sono visibili solo agli iscritti.

Il tuo nome
Il tuo indirizzo e-mail
Oggetto
Inserisci il tuo messaggio ...
x