A Roma l’Assemblea nazionale di settore unisce la sfida della casa accessibile nei grandi centri urbani al rilancio delle aree interne attraverso le imprese di luogo. Presentate le quattro azioni sulla leva urbanistica per arginare la rendita e il bilancio di un modello che ha già dato casa a 930mila famiglie. Focus sulle cooperative di comunità: fatturato a 19 milioni di euro, ma serve subito la legge quadro nazionale.
Rimettere in discussione il dominio corrosivo della rendita, ridefinire i parametri dell'abbordabilità reale e guardare al territorio non come a un oggetto da spremere, ma come a un soggetto vivo da ascoltare. È questa la traiettoria politica, economica e sociale tracciata oggi a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, durante l'Assemblea Nazionale di Confcooperative Habitat intitolata “La giusta misura – Case, cooperative, luoghi”.
Ad aprire i lavori della mattinata è stato il presidente uscente Alessandro Maggioni che nella sua relazione (scaricabile sotto) ha offerto un bilancio dei tre mandati e dodici anni di attività alla guida della federazione di Confcooperative. Fra i passaggi centrali un'analisi lucida e priva di retorica sulla crisi della casa che sta stringendo alla gola i lavoratori essenziali delle grandi città, collegandola idealmente alla "rivoluzione silenziosa" delle cooperative di comunità, baluardo contro lo spopolamento delle aree interne e il degrado delle periferie.
Il focus dell'intervento ha richiamato i limiti strutturali dei recenti provvedimenti governativi in materia di edilizia residenziale. Per aggredire "l'ideologia della rendita" – fondiaria, immobiliare e finanziaria –, Maggioni propone "un utilizzo radicale della leva urbanistica basato su quattro azioni cardine: misurare, regolare, estrarre e redistribuire. In questa sfida di equità, l’intelligenza artificiale applicata ai modelli di misurazione della domanda e dei patrimoni potrà offrire un ausilio di forza dirompente".
I numeri storici del comparto testimoniano l'efficacia di un modello alternativo alla speculazione: dal secondo Dopoguerra a oggi, le cooperative di abitanti hanno consegnato alloggi a ben 930.000 famiglie italiane, sia in proprietà che in affitto, realizzando abitazioni a costi inferiori del 20-30% rispetto ai prezzi del mercato tradizionale.
Il confronto con le istituzioni e la politica
La spinta propositiva dell'organizzazione ha raccolto l'attenzione e il confronto diretto con i rappresentanti dei diversi schieramenti politici nazionali ed europei. Al tavolo dei relatori e in dialogo si sono alternate le voci di Adolfo Urso (Ministro delle Imprese e del Made in Italy), Chiara Braga (Capogruppo PD alla Camera), Maurizio Lupi (Presidente di Noi Moderati), Marco Osnato (Deputato di Fratelli d'Italia e Presidente della Commissione Finanze), Erica Mazzetti (Deputata di Forza Italia e componente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), Agostino Santillo (Onorevole del Movimento 5 Stelle) e gli europarlamentari Irene Tinagli, Letizia Moratti e Pierfrancesco Maran. Il confronto politico ha evidenziato la necessità di una convergenza legislativa urgente per sostenere il diritto alla casa e per riconoscere il ruolo cruciale della cooperazione di abitazione nella tutela dei diritti dei soci, superando l’attuale precarietà normativa.
Il tributo dell’Assemblea ad Alessandro Maggioni
Un momento di profonda commozione ed entusiasmo ha unito l’intera platea del Palazzo della Cooperazione al termine della relazione del Presidente uscente, Alessandro Maggioni. I delegati, i cooperatori e gli ospiti istituzionali presenti hanno tributato a Maggioni una lunghissima standing ovation, un applauso caloroso volto a riconoscere l'importante lavoro svolto, la passione e la lungimiranza politica dimostrate alla guida della Federazione in questi anni intensi.
A suggellare il ringraziamento di tutta Confcooperative Habitat, è stato consegnato al Presidente uscente un regalo simbolico a nome della comunità dei cooperatori, un omaggio per accompagnare il percorso futuro di chi ha saputo dare una "giusta misura" e una voce forte alle sfide dell'abitare e dei territori.
Il dibattito assembleare e il voto dei delegati
I lavori sono proseguiti nel pomeriggio con gli interventi dei delegati dai territori, che hanno portato al centro del dibattito le diverse istanze locali, i progetti di rigenerazione urbana in atto e le buone pratiche di mutualismo sviluppate dalle Alpi alla Sicilia. Un momento di confronto aperto e partecipato che ha confermato la vitalità e la capillarità della rete di Confcooperative Habitat.
A seguire, l'Assemblea ha dato corso agli adempimenti statutari con la votazione per il rinnovo delle cariche e l'elezione del nuovo presidente di Federazione, segnando formalmente il passaggio di testimone e l'avvio della nuova stagione strategica della Federazione verso il 2030.