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Viaggio studio a Zurigo. Alla scoperta delle piu’ innovative esperienze cooperative svizzere.

Viaggio studio a Zurigo. Alla scoperta delle piu’ innovative esperienze cooperative svizzere.

Laboratori urbani di innovative formule abitative plasmate sui nuovi bisogni e stili di vita degli abitanti.

Categorie: Primo Piano

Tags: Federabitazione,   social housing,   Alessandro Maggioni,   Cooperazione,   Zurigo,   cooperativa,   abitazione,   comunità

Viaggiando si impara. Soprattutto quando la meta è Zurigo, città pioniera a livello europeo nella sperimentazione di nuove soluzioni in tema di co-housing e abitare moderno e area metropolitana in cui il sistema cooperativo si è distinto storicamente fra gli attori principali di creazione del nuovo tessuto urbano con circa il 30% delle abitazioni residenziali in affitto di matrice cooperativa (in tutta la Svizzera circa il 5%). La maggior parte di questi interventi ha origine fra gli anni '20 agli anni '70 ma un terzo – circa 5.400 appartamenti – sono stati costruiti a partire dal 2000. Molti di questi con progetti altamente innovativi nel reinterpretare l'abitare collettivo e dare forma a nuove soluzioni di comunità. 

 
Qui ci siamo recati il 20 e 21 luglio  per visitare alcuni degli interventi più radicali realizzati negli ultimi anni. Hanno preso parte al viaggio di studio: Alessandro Maggioni, presidente di Federabitazione, Antonio Perruzza e Francesca Naboni di Federabitazione nazionale, Riccardo Oldani di Federabitazione Lombardia, Paolo Mazzoleni, direttore scientifico di AAA architetticercasi, Lorenzo Carenzi, Marco Venturini, Arianna D'Anna, Gianluca Bianchessi, Marinella Nidasio, Nicoletta Piccirillo e Franco Volpe di CCL, Claudio Pianegonda presidente di Federabitazione Veneto, Claudio Scalco, consigliere Federabitazione Veneto, Alessandro Raimondi della Cooperativa Constantes, Franco Oggioni del Consorzio Housing sociale di Monza, Francesca Paini, vicepresidente di Confcooperative Como e consigliere nazionale di Federsolidarietà, Gianni Gulino di Confcooperative Ragusa, Stefano Granata, presidente di CGM e consigliere di Federsolidarietà, Matteo Cabassi, ad di Brioschi Sviluppo Immobiliare. Guida d'eccezione l’arch. Marco Jacomella, uno dei vincitori dell’edizione 2013 del concorso AAA architetticercasi promosso da Federabitazione, da anni operativo a Zurigo.

Prima tappa dell'intensa due giorni è stato il complesso abitativo cooperativo Kalkbreite, interessante progetto che si sviluppa su una rimessa per i tram pubblici della città (stazione Kalkbreitestrasse) situata a due passi dal cuore finanziario di Zurigo, a Aussersihl. Il complesso abitativo si sviluppa letteralmente sopra il capolinea dei tram. La copertura del deposito è una grande corte aperta sul cui perimetro si affaccia un interessante ventaglio di attività commerciali. Sopra queste sorgono una cinquantina di appartamenti. Situato in mezzo alla città, il complesso è isolato dal rumore, con una forma compatta che favorisce la condivisione degli spazi e la relazione fra i 250 residenti. Questi ultimi, riuniti in cooperativa, sono così portati a mettere in comune pratiche, tempo e conoscenze, condizione prima per la creazione di un'identità comune e di una reale comunità. 
   

Nell'edificio l'atrio collega le aree comuni sui vari piani e conduce ai giardini pensili e alle terrazze condivise, situate più in alto e messe in comunicazione tramite scalinate con il cortile centrale. All’intero  numerosi ed eterogenei spazi comuni, che rispondono a molteplici necessità familiari e professionali della comunità-abitante: un foyer, una mensa per 50 persone, una lavanderia, uffici affittabili, sale riunioni, un bed&breakfast, un asilo nido, un giardino con giochi per i bambini e un piccolo centro congressi. Flessibilità e condivisione si riflettono anche nella tipologia degli appartamenti caratterizzata da una vasta possibilità aggregativa con appartamenti per famiglie, appartamenti condivisi, monolocali, cohousing con spazi notte singoli. Una parte degli appartamenti è organizzata in cluster, gruppi di monolocali, che condividono una stanza centrale e una cucina, pur essendo tutti dotati di una cucina essenziale e un bagno. In questo modo ogni inquilino può scegliere se partecipare alla vita comune o meno, in una forma “aggiornata” di cohousing condivisa da giovani e anziani. Tutti gli spazi sono stati progettati come flessibili, in modo da rispondere alla evoluzione delle necessità degli inquilini. A questa naturale tendenza rispondono anche le cosiddette “stanze jocker”, nove piccole unità (circa 290 piedi quadrati) con bagni privati ma non cucine, distribuite in tutto il progetto e disponibili per il noleggio temporaneo per uso residenziale. Kalkbreite, o “Kalki” come viene chiamato familiarmente dai residenti, si prefigge di garantire ai propri soci una qualità della vita alta a un costo economico limitato (anche in risposta alla continua crescita del prezzo degli affitti a Zurigo) in armonia con l'ambiente. Il complesso è stato costruito infatti secondo gli obiettivi della Società a 2000 Watt, la teoria secondo cui si potrebbe ridurre di 2/3 l'attuale consumo energetico in Europa occidentale, e soddisfa lo standard Minergie-P-Eco. Un esperimento sociale, culturale e urbano di creazione di una nuova comunità e di un nuovo piccolo quartiere, frutto di un altrettanto interessante processo di confronto iniziato nel 2006 quando un primo gruppo di cittadini, attivisti ed esperti, ha risposto all’annuncio pubblicato su una testata locale e ha partecipato a un primo workshop indetto dal costruttore Res Keller. Questi incontri sempre più numerosi e frequenti hanno presto portato a una nuova interpretazione del vecchio sito, considerato precedentemente troppo complicato per qualsiasi proposta residenziale. Da qui è nata nel 2007 la prima proposta della Cooperativa Kalkbreite, che ha convinto l'amministrazione, per la visione ampia e generosa e per la capacità di rispondere ai cambiamenti demografici e alla necessità di più tipologie di famiglie. Determinante è stato il supporto dell'amministrazione municipale che ha concesso alla cooperativa Kalkbreite un contratto di 95 anni sul terreno di proprietà della città (permettendo alla cooperativa di beneficiare di prestiti privati​​ per l'edilizia). Nel frattempo il consiglio comunale ha approvato 3,25 milioni di franchi svizzeri per uno studio di fattibilità, costi di pre-sviluppo e il lancio di un concorso pubblico nel 2009, vinto (fra 55 proposte) da Müller Sigrist Architekten, insieme agli architetti del paesaggio Freiraumarchitektur, cha hanno dato forma concreta a ideali e valori di comunità messi a punto dalla riflessione collettiva. La costruzione del progetto è iniziata all'inizio del 2012 e nel 2014 i primi residenti hanno messo piede nel complesso. 

Scarica la presentazione del progetto

 

La giornata è proseguita con la visita a un quartiere popolare Kreis 4 dove alcuni edifici storici sono stati recentemente recuperati e reinterpretati da cooperative locali. In particolare, si è visitato il cortile della cooperativa ABZ. A seguire tappa a Europaallee, il nuovo, imponente quartiere in via di costruzione (con una superficie di 78.000 metri quadrati) nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale promosso da Ferrovie Federali svizzere (FFS) e della Posta in sinergia con la Città di Zurigo. Stili architettonici, nuovi spazi pubblici e destinazioni d’uso diverse, dalle offerte per il tempo libero (shopping, gastronomia, cinema), passando per istituti formativi, fino ad abitazioni, uffici e hotel. 

 

Il secondo giorno è stato aperto dalla visita mattutina a Zwicky Süd, sito industriale tra il comune di Zurigo, Wallisellen e Dübendorf riqualificato dalla cooperativa edilizia e abitativa Kraftwerk 1 con partner immobiliari privati, la ditta sangallese Senn Resources e l’impresa di consulenza immobiliare Wüest & Partner. Qui, dove un tempo sorgeva la filanda Zwicky, è stato costruito un nuovo quartiere, incastonato tra i raccordi autostradali a più corsie e il viadotto ferroviario, su progetto dello studio di architettura zurighese Schneider Studer Primas, aggiudicatosi il mandato di studio nel 2009. Per questo complesso contesto, gli architetti hanno studiato quattro costruzioni posizionate alla stregua di schermo, ai margini della superficie, che proteggono il cuore del complesso dall’inquinamento fonico, con due blocchi al centro collegati spazialmente con passerelle pedonali in acciaio e, al piano terra, locali bassi destinati a ospitare svariate attività commerciali e non. La cooperativa abitativa nei suoi due edifici (su una superficie di 4.000  mq)  offre 126 appartamenti ampiamente diversificati: dai monolocali-atelier fino ai grandi appartamenti a cluster che contano fino a un massimo di 13,5 locali. Gli spazi sono lasciati consapevolmente grezzi, in modo che i futuri abitanti possano prendere l’iniziativa e personalizzarli sia internamente che esternamente, contribuendo a dare forma al proprio quartiere. Tutte le costruzioni sono state realizzate in linea con lo standard MinergieEco, sono anche qui soddisfatti i criteri della Società a 2000 Watt. Un grande impianto fotovoltaico di 1400 m2, ubicato sul tetto dell’intero complesso, produce 200 000 kWh di elettricità all'anno, utilizzata direttamente in loco. Sul fronte termico si utilizza una rete di teleriscaldamento freddo, servita da una pompa di calore che sfrutta l’energia ricavabile dalle acque reflue depurate. Il numero di auto è ridotto al minimo. Grazie alla sua particolare posizione al centro di uno snodo strategico, il complesso è infatti raggiungibile con i mezzi pubblici. Ciascun abitante riceve gratuitamente una tessera di membro Mobility e per le biciclette sono a disposizione numerosi posteggi. Essenzialità architettonica, efficienza energetica e una radicale e coraggiosa spinta di innovazione sociale. Nel complesso convivono oltre 12 nazionalità diverse (circa 300 persone), compresi abitanti in condizioni meno abbienti che possono appoggiarsi a un fondo di solidarietà promosso dalla cooperativa per contribuire ai costi dell'affitto. 

 

Il pomeriggio è dedicato invece a Mehr als Wohnen, grandioso progetto realizzato grazie all'unione di 54 cooperative in accordo con istituzioni all'Hunzikerareal, nella periferia di Zurigo. Un vero e proprio quartiere di 40.000 mq, in cui non si abita soltanto - come esplicita il nome stesso della cooperativa - e in cui il concetto di diversità si declina a tutti i livelli: sociale, architettonico, abitativo, commerciale. L'intera area è pedonabile lungo le due vie principali, Dialogweg (via del dialogo) e Genossenschaftweg (via della cooperative). Ai piani terra funzioni commerciali (ristoranti, panetteria, negozi di generi alimentari, un'officina per biciclette, uno studio di produzione,..) spazi comuni e atelier sopra i quali si sviluppano complessivamente 403 appartamenti, dal monolocale fino ad appartamenti di 13 camere, oltre 1100 residenti (dando lavoro a 150 professionisti). Lo sguardo è rapito dalla varietà assoluta di stili: lo stile del Novecento milanese a noi familiare, il Landistil di metà secolo passato e cemento brutalista, dialogano fra spazi verdi impeccabili, anch'essi, come tutti gli spazi comuni, aperti alle iniziative dei residenti. Una molteplicità architettonica che dà concretezza anche strutturale ed estetica alla vocazione alla mixitè che questo quartiere esplicita anche sul fronte sociale, abitativo, commerciale, etnico e generazionale,  riflettendo programmaticamente la mescolanza sociale della città e del cantone. Qui vivono famiglie, single, persone anziane, coppie con un affitto più basso rispetto ai costi altissimi della città. Inoltre una percentuale di appartamenti sovvenzionati è riservato a locatari con un reddito più basso. Anche sul fronte ambientale c'è stata una selezione quasi naturale degli abitanti, con il divieto di possedere l'automobile ma garantendo le condizioni ideali per farne a meno e per ridurre il consumo energetico di ciascuno, anche qui in linea con gli standard Minergie. Costo totale dell’iniziativa: 190 milioni di franchi, stanziato per il 6% dal capitale proprio della cooperativa, pari a circa 10.000 franchi per inquilino, da crediti bancari e dal fondo della cassa pensione del Cantone di Zurigo.

Progetti, processi di costruzione e gestione innovativi e radicali in cui gli abitanti tornano a essere i primi e unici protagonisti nella definizione dell’immaginario così come della dimensione concreta dell'abitare, in ogni sua espressione: spazi comuni, ideazione e gestione di servizi, personalizzazione e interpretazione di aree private e non. L'architettura ha un ruolo servente, dimentica di sofisticazioni estetiche e focalizzata sui bisogni reali degli abitanti, in laboratori urbani in cui nuove forme abitative e di convivenza soddisfano i bisogni di una mutata società e stimolano il senso di appartenenza alla comunità. Quando la condivisione di spazi diviene uno stile di vita e la partecipazione di tutti gli inquilini è considerata un investimento nel futuro si fa vera cooperazione.



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